Fonti e metodologia
Che cosa fa questo sito
Raccogliamo automaticamente i titoli pubblicati dai feed delle fonti che seguiamo e i video caricati da una lista chiusa di canali YouTube. Non copiamo articoli, non ripubblichiamo fotografie e non scarichiamo file video: di ogni contenuto conserviamo solo i dati necessari a ritrovarlo e a organizzarlo per squadra e campionato.
Il lavoro originale che facciamo è l’organizzazione: mettere insieme quello che riguarda la stessa squadra, distinguere una trattativa dalle voci che la raccontano e verificare, una per una, come sono andate a finire.
Che cosa conserviamo di ogni contenuto
Notizie
- titolo così come pubblicato dalla fonte;
- nome della fonte e link diretto all’articolo originale;
- data di pubblicazione dichiarata dal feed;
- un estratto di al massimo 200 caratteri, ripulito da qualsiasi codice.
Non conserviamo mai il testo integrale di un articolo, né le immagini delle testate. Per leggere il pezzo si va sul sito che lo ha pubblicato: è l’unico posto dove deve essere letto.
Video
- titolo, canale, data e durata;
- identificativo YouTube, usato per il player ufficiale.
I video vengono mostrati esclusivamente con il player YouTube, senza riproduzione automatica e senza sovrapporre nulla ai comandi. Nessun file viene copiato o ridistribuito dai nostri server. Ogni notte ricontrolliamo i video archiviati: quelli diventati privati, rimossi o non più incorporabili smettono di comparire.
Come calcoliamo l’affidabilità
affidabilità = voci confermate ÷ (voci confermate + voci smentite) × 100
Che cos’è una voce
Una voce è una singola affermazione fatta da una singola fonte su una singola trattativa. Se dieci testate raccontano lo stesso trasferimento, per noi c’è una trattativa e dieci voci: ognuna viene valutata per conto suo. Questo è il motivo per cui una fonte non viene premiata o penalizzata dalle scelte delle altre.
Quando una voce si chiude
Una voce resta aperta finché non è possibile dire con ragionevole certezza se aveva ragione. Quando la trattativa si chiude, o quando emergono elementi chiari, la voce viene marcata come confermata o smentita, sempre con una motivazione scritta e, quando disponibile, un riscontro documentale. Ogni cambiamento resta registrato: le modifiche non cancellano lo storico, lo aggiungono.
Le regole in breve
- le voci aperte non entrano nel denominatore;
- servono almeno 5 voci chiuse per entrare in classifica;
- con zero voci chiuse scriviamo “Dati insufficienti”, mai 0%;
- l’ordinamento è per percentuale, poi per numero di voci chiuse, poi per nome;
- visualizzazioni, iscritti e like non entrano mai nel calcolo: misurano quanto una fonte è seguita, non quanto ci prende.
L’indice di solidità
Accanto alla percentuale mostriamo un secondo valore, più prudente, che tiene conto di quante voci sono state effettivamente valutate. Serve a evitare un effetto ingannevole: una fonte con cinque voci azzeccate su cinque mostra 100%, ma cinque casi dicono molto meno di ottanta. Con l’indice di solidità quella fonte scende intorno al 57%, mentre chi ha 76 conferme su 80 resta vicino all’88%.
Tecnicamente è il limite inferiore dell’intervallo di confidenza di Wilson al 95%:
solidità = [ p + z²/(2n) − z √( p(1−p)/n + z²/(4n²) ) ] ÷ [ 1 + z²/n ]
dove p è la quota di voci confermate, n il numero di voci chiuse e z = 1,96. La lettura principale resta comunque la percentuale semplice, che è più immediata.
Che cosa questo indicatore non è
Non è una certificazione, non è una misura della qualità giornalistica complessiva di una testata o di un autore, e non tiene conto del contesto in cui una notizia è stata data. Una fonte può sbagliare una previsione di mercato ed essere eccellente in tutto il resto. Chi ritiene errata una nostra valutazione può segnalarcelo: correggiamo e lasciamo traccia della correzione nella pagina Rettifiche.
Le fonti che seguiamo
Nessuna fonte configurata al momento.